Chitarra classica o chitarrista classico

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antheus

Chitarra classica o chitarrista classico

Message par antheus » mar. 09 novembre 2010, 13:52

Buon giorno M° Dyens. E' un grande onore per me potermi rivolgere direttamente a Lei, grazie al sig. DelCamp. Lei rappresenta senz'altro uno dei miei punti di riferimento nel panorama chitarristico mondiale e la mia domanda aiuterà forse a dare il senso di questa profonda e sincera ammirazione.
Sono un utente del forum italiano iscritto a quello francese giusto per questa occasione (mi scusi se mi rivolgo a Lei in italiano ma non parlo la Sua lingua).
E vengo alla mia domanda.
Spesso mi capita di assistere al tentativo di isolamento da parte di concertisti e accademici che vogliono confinare la chitarra classica al solo repertorio tradizionale (come io lo definisco, scusandomi per l'ignoranza) ritenendo il resto non sufficientemente colto e appropriato per la dignità di questo strumento.
Personalmente ritengo che la chitarra sia uno strumento senza limiti e che si confonde la tecnica classica con il repertorio classico.
Lei spazia invece in maniera mirabile, da grande chitarrista e compositore qual è senza porsi problemi, nel suonare e trascrivere Chopin come Gillespie, Sor e Giuliani, ma anche Jobim e Django Reinhardt, ecc.
Repertorio classico, jazz, moderno, brasiliano....Musica insomma, senza muri e barriere.
E nel frattempo insegna al conservatorio nazionale di Francia....
Che definizione dà Lei allora della "chitarra classica" e cosa risponderebbe a quegli "accademici" che si chiudono in una ristretta nicchia e guardano con disprezzo a chi si avventura nella musica senza confini?
La ringrazio tanto sperando di non aver detto delle sciocchezze.
Claudio

(I often witness the attempted isolationism by concert artists and academics who want to confine the classical guitar to the "traditional" repertoire only, regarding the rest as not sufficiently cultured or appropriate to the dignity of this instrument.
I personally think that the guitar is an instrument without limits and that the classical technique is being confused with the classical repertoire.
Rather it has a wonderful range, from great guitarists and composers who had no problem in playing and transcribing Chopin, like Gillespie, Sor and Giuliani, but also Jobim and Django Reinhardt, etc..
Classical repertoire, jazz, modern Brazilian music .... in short, music without walls and barriers.
And meanwhile it is taught at the Conservatoire Nationale de France...

What is your definition of the "classical guitar" and what do you say to those "scholars" who are enclosed in a narrow niche and look down on those who venture into music without borders?)

campan

Tradizione e innovazione

Message par campan » jeu. 18 novembre 2010, 21:05

Buongiorno, Mons. Dyens.
Un tratto caratteristico della sua produzione musicale, vista nel suo complesso, è la grande apertura alla considerazione di stili e generi diversi, alla contaminazione tra esperienze le più disparate al livello internazionale. Volevo dunque chiederle: qual è, a suo giudizio e secondo la sua esperienza, il rapporto più corretto e, quindi, più efficace che deve intercorrere tra una formazione musicale classica (legata inevitabilmente anche alla tradizione ‘nazionale’ del proprio paese) e la sperimentazione ispirata a elaborazioni lontane nello spazio e nel tempo (musica etnica, polare, antica, sperimentale, ecc.)? Voglio dire: una base strutturale originaria, risalente agli anni della prima formazione, quanto permane (e ‘deve’ rimanere) nella successiva elaborazione compositiva, ispirata a esempi del tutto estranei a quella tradizione?
Cordiali saluti
Campan :bye:

(A characteristic feature of your music is its great openness to the influence of different styles and genres. What, in your opinion and experience, is the proper and most effective relationship that must exist between the traditional method of classical music training and experimentation inspired by ideas remote in space and time (ethnic, folk, early, experimental music, etc.)? I'm talking about a foundation gained in the early years of training which will remain in the subsequent process of composition, inspired by examples completely unrelated to that tradition.)

gu7in

Importance of playing other styles

Message par gu7in » sam. 20 novembre 2010, 07:01

Hi Maestro Dyens,

I have seen a video of Julian Bream playing pieces by Django Reindhart, and he very good in that video. I also have seen you playing jazz music. Do you think it's important for classical guitarists to practise other kinds of music, such as jazz, pop, progressive, or world music?

Roland Dyens

Re: Chitarra classica o chitarrista classico

Message par Roland Dyens » mer. 24 novembre 2010, 22:59

antheus a écrit :Buon giorno M° Dyens.

Buongiorno Claudio e grazie mille per il bel'testimonio pieno di verità e sincerità anche.

Ma di che "sciocchezze" parli sotto :?: :?:
E perché ti preoccupi (apparentemente) di quelli che chiamo di solito gli ayatollahs o gli integristi della chitarra classica ? Sono freddolosi e paurosi chi tremono per loro stesso in fatti. Poi suonano tanto queste personne ? Rischiano delle cose in genere ? No. Quindi vai avanti neanche guardandoli ti prego.
Ci sono sempre stati rigoristi e conservatori nella storia della musica, della chitarra, dell'Arte in generale. Sai cosa ? Li ringrazio in qualche modo. Li ringrazio perché senza di loro, quelli chi, come me, fanno un po' avanzare le cose sono sicuri, proprio sicuri, di farle avanzare queste cose. Perché reagiscono. Perché tutti i reazionari nel mondo reagiscono sempre. D'altronde è il "mestiere" loro di abbaiare, la funzione loro. Altrimenti come "esistere" vero ?

Quindi ti prego di andare sempre davanti, hai ragione di farlo dai !
Per il piacere delle musica, quello della chitarra ed il tuo sopratutto. Mi racommando.

A presto.


Roland Dyens

PS- A proposito ! Non ho risposto alla tua domanda iniziale sulla definizione della parola "chitarra classica".
Pero penso che tutto quello ho scritto È una bella risposta a questa domanda vero ? Al meno lo spero :)



E' un grande onore per me potermi rivolgere direttamente a Lei, grazie al sig. DelCamp. Lei rappresenta senz'altro uno dei miei punti di riferimento nel panorama chitarristico mondiale e la mia domanda aiuterà forse a dare il senso di questa profonda e sincera ammirazione.
Sono un utente del forum italiano iscritto a quello francese giusto per questa occasione (mi scusi se mi rivolgo a Lei in italiano ma non parlo la Sua lingua).
E vengo alla mia domanda.
Spesso mi capita di assistere al tentativo di isolamento da parte di concertisti e accademici che vogliono confinare la chitarra classica al solo repertorio tradizionale (come io lo definisco, scusandomi per l'ignoranza) ritenendo il resto non sufficientemente colto e appropriato per la dignità di questo strumento.
Personalmente ritengo che la chitarra sia uno strumento senza limiti e che si confonde la tecnica classica con il repertorio classico.
Lei spazia invece in maniera mirabile, da grande chitarrista e compositore qual è senza porsi problemi, nel suonare e trascrivere Chopin come Gillespie, Sor e Giuliani, ma anche Jobim e Django Reinhardt, ecc.
Repertorio classico, jazz, moderno, brasiliano....Musica insomma, senza muri e barriere.
E nel frattempo insegna al conservatorio nazionale di Francia....
Che definizione dà Lei allora della "chitarra classica" e cosa risponderebbe a quegli "accademici" che si chiudono in una ristretta nicchia e guardano con disprezzo a chi si avventura nella musica senza confini?
La ringrazio tanto sperando di non aver detto delle sciocchezze.
Claudio

(I often witness the attempted isolationism by concert artists and academics who want to confine the classical guitar to the "traditional" repertoire only, regarding the rest as not sufficiently cultured or appropriate to the dignity of this instrument.
I personally think that the guitar is an instrument without limits and that the classical technique is being confused with the classical repertoire.
Rather it has a wonderful range, from great guitarists and composers who had no problem in playing and transcribing Chopin, like Gillespie, Sor and Giuliani, but also Jobim and Django Reinhardt, etc..
Classical repertoire, jazz, modern Brazilian music .... in short, music without walls and barriers.
And meanwhile it is taught at the Conservatoire Nationale de France...

What is your definition of the "classical guitar" and what do you say to those "scholars" who are enclosed in a narrow niche and look down on those who venture into music without borders?)

English translation:

Hello Claudio, thank you very much for that beautiful testimony full of truth and sincerity.

But what is that "nonsense" after it :?: :?:
And why are you worrying (apparently) about those I usually call the Ayatollahs or the fundamentalists of the classical guitar? They are feeble and timid people who tremble for their own deeds. Do these people play all that much? Do they risk doing things in general? No. So please go ahead and ignore them.
There have always been strict and conservative types in the history of music, of the guitar, and of Art in general. You know what? I'm grateful them in a way. I'm grateful to them because thanks to them, those who, like me, like to push things forward a bit, are sure, really sure, that they are making things move. Because these people will react. Because all the reactionaries in the world always react. However, that is their "job", their function, to bark at progress.

So please carry on as you are, you're right to do so!
For the pleasure of the music, of the guitar and especially your own.

PS. By the way! I have not answered your original question on the definition of the expression "classical guitar".
But I think that everything I wrote IS a good answer to this question, isn't it? At least I hope so :)

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